Coltivazione cannabis light

Insetti che colpiscono la cannabis: come evitare

Come impedire di distruggere il tuo raccolto ad acari e afidi

I coltivatori di cannabis devono avere occhi dappertutto. Funghi e muffe sono sempre dietro l'angolo, la carenza e l'intossicazione da nutrienti sono in agguato, come anche piogge improvvise, gelate ed estati torride che farebbero morire persino i cactus. Ma non è finita qui: visto che la cannabis piace proprio a tutti, di certo non ci si poteva far mancare invasioni e attacchi di fastidiosi parassiti. E non parlo di una solo varietà di bestioline curiose, parlo di un esercito di pericolosissimi esseri assetati di clorofilla e THC.

Come il buon padre di famiglia, il dovere principale del coltivatore di cannabis è assicurarsi di essere sempre dal lato giusto del ring. Non serve dirlo, ma anche in questo caso, l'arma migliore per provare a vincere questa guerra è la prevenzione. Purtroppo, anche adottando le migliori misure preventive, non si è mai in una botte di ferro.

Alcuni parassiti resistono a tutto e i coltivatori possono ritrovarsi a dover affrontare un'invasione anche quando hanno usato tutte le precauzioni esistenti per evitarla. Esistono ben più di un paio di potenziali e piccole minacce contro cui non possiamo mai abbassare la guardia.

 

Insetti: come evitarli?

Acari, bruchi, cicale, insetti minatori delle foglie, lumache e chiocciole, maggiolini, moscerini dei funghi, mosche bianche, tripidi, agrotidi, grilli, cocciniglie, afidi, formiche... Sono solo alcuni dei soldati dell'esercito nemico. E come insegnava la propaganda americana del dopoguerra, conoscere il nemico è la prima arma che si ha a disposizione per sconfiggerlo. Quindi guarderemo al microscopio, uno per uno, alcuni dei più diffusi e pericolosi parassiti della cannabis

In generale, la prevenzione è il vero segreto per permettere alle nostre piante di vivere una vita serena, sana e garantirgli una buona crescita. È importante adottare le precauzioni sanitarie adeguate, utilizzando sempre vestiti puliti ed attrezzi sterilizzati per ridurre al minimo ill rischio di portare dall'esterno malattie nello spazio colturale. Bisogna sempre lavarsi le mani prima di toccare il fogliame e dopo il trattamento delle piante malate per ridurre il rischio di contaminazione.

In generale, la sporcizia e il disordine sono i migliori amici di funghi e parassiti, perciò tenere in ordine lo spazio di coltivazione è il miglior passo per evitare pericolosi attacchi esterni. Una altro aspetto importantissimo è una buona ventilazione, che respinge i funghi e le colonie di insetti e permette alle piante di crescere in ottima salute. 

Di certo utilizzare sempre vasi nuovi (quando si coltiva indoor) e terriccio fresco innalza i costi di gestione della coltivazione, ma diventa una spesa trascurabile rispetto al rischio potenziale di malattie/funghi/muffe. In generale le piante di varietà indica sono più resistenti agli insetti di quelle di varietà sativa, che – al contrario – sembrano essere più resistenti agli attacchi di funghi e muffe. 

Ovviamente la prevenzione non si esaurisce con l'utilizzo di vasi sterili, terriccio fresco e utensili disinfettati, ma deve essere portata avanti per tutta la durata della coltivazione. Fare del proprio meglio purtroppo non esaurisce il rischio di insetti e parassiti, che possono comunque presentarsi senza chiedere il permesso. In caso di ospiti indesiderati, non bisogna necessariamente ricorrere a prodotti chimici e trattamenti aggressivi: di fronte a una infestazione o a una malattia causata dagli insetti, si possono utilizzare l’olio di Neem, il piretro o il perossido di idrogeno per disinfettare la pianta e combattere i parassiti.

L'olio di neem e gli altri prodotti naturali citati possono essere usati anche come misure di prevenzione durante la crescita della pianta, con frequenza e concentrazioni differenti. In generale, però, questo tipo di trattamenti preventivi non devono mai essere avviati prima della quarta settimana di crescita, per permettere alla pianta di crescere e irrobustirsi senza alcun tipo di agente esterno. 

semi di cannabis

Conoscere i parassiti della cannabis

Di seguito un elenco degli insetti più diffusi che possono in pericolo la vostra piantagione di cannabis. Ogni tipo di precauzione può essere d'aiuto, ma nessuna garantisce il 100% di possibilità di non cadere vittima di questi fastidiosissimi esserini. 


Acari ragno

Sono insetti dotati di 8 zampe e perciò sono classificati come ragni, ma si comportano proprio come gli acari veri e propri. Di solito vivono nella parte inferiore della foglia e succhiano i fluidi vitali della pianta. La loro firma sono piccole macchie gialle/bianche che compaiono sulla parte superiore della foglia. Se la pianta è stata attaccata dagli acari e non si è intervenuti con tempestività, l’infezione progredisce rapidamente portando, in casi gravi, alla morte della pianta o all’arresto del suo sviluppo.

Oltre ad avere 8 zampe, questi acari hanno un'altra cosa in comune con i ragni veri e propri: tessono ragnatele. Per avere la certezza dell'attacco, infatti, basta inumidire con acqua le zone che si credono infette per rivelare la presenza di piccole ragnatele. 

Gli acari che si trovano più comunemente sulle piante di Cannabis sono di tue tipi, quelli con macchie marroni o i cosiddetti ragni rossi e gialli/bianchi. Le foglie che vengono infestate per prima sono in genere quelle vicine alla parte inferiore della pianta, perciò è importantissimo tenere sempre sotto controllo quest’area. Gli acari prosperano a temperature superiori ai 21 gradi ma la loro temperatura ideale è superiore ai 27 gradi. Raffreddare la stanza – senza esagerare, per evitare gravi conseguenze sulla pianta – può essere un buon modo per annientarli.

Per tenerli sotto controllo una volta che sono comparsi, può essere utile raffreddare la stanza ed aumentare l’umidità. Nel caso in cui gli acari compaiono sul fiore maturo, l’unico metodo che conosco che funzioni davvero, senza l’utilizzo di agenti chimici, è quello di pulire con un aspirapolvere tutto il grappolo ogni due giorni, fino a quando il fiore non è pronto per essere raccolto. Per sradicare gli acari adulti e le uova in via di sviluppo si possono utilizzare antiacari o acaricidi, come l’olio di piretro o di margosa spruzzato o intinto nella pianta, con un intervallo di tre giorni tra il primo e il secondo spruzzo. 

 

Afidi

Gli afidi sono molto noti come “pidocchi delle piante”. In genere di colore grigio/nero e della grandezza di una testa di spillo, possono presentarsi in altri colori che vanno dal rosa al verde. Attaccano la pianta succhiando la linfa e si riproducono ad una velocità pazzesca, perciò è molto facile che in un attimo vi troviate infestati da questa fastidiosi animaletti. 

Cosa gli piace? Gli afidi tendono a preferire il chiuso solo se all’esterno hanno molta compagnia; attenzione quindi agli spostamenti di vasi dall'esterno all'interno – ad esempio quando si avvicina l'autunno – perché potreste diventare voi stessi il vettore dei parassiti. Gli afidi portano con sé tutta una serie di altri insetti nocivi come funghi, batteri e a volte virus. In natura, le coccinelle e i crisopi si nutrono di afidi ma, il piretro – vaporizzato dalle 2 alle 3 volte al giorno – si rivela comunque il miglior modo per sconfiggerli.

 

Dialeurodi o mosche bianche 

Hanno l’aspetto di piccole farfalle (1 mm) e allo stadio adulto hanno anche le ali, ma non sono né mosche né farfalle. Vengono associati alla famiglia degli afidi e alle pulci delle foglie. In genere attaccano la parte più debole della pianta portando dei virus. Depongono in modo prolifico le proprie uova sotto la foglia e, in genere, invadono tutta la pianta. 

Purtroppo la presenza di questo tipo di insetto si nota quando si è già riprodotto: a questo punto la pianta perderà vigore, le foglie diventeranno giallo e cadranno. A volte le mosche bianche possono persino portare alla morte della pianta.  

L'aspetto peggiore delle mosche bianche è che la vita degli esemplari adulti è di 4-6 settimane, il che permette alle uova di schiudersi nello stesso momento, con il rischio concreto di ospitare  dialeurodi in tutti gli stadi. Diventa quindi essenziale vaporizzarli ogni tre giorni in modo da colpire sia le uova che gli adulti della specie. Il piretro è un ottimo prodotto chimico con il quale tenerle sotto controllo, mentre le vespe sono naturali predatori delle dialeurodi.

 

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