Vaporizzatori per cannabis

 

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La guida all'utilizzo del vaporizzatore

Scopriamo insieme come funzionano, quali sono i vantaggi della vaporizzazione e come ottenere il massimo dalle nostre infiorescenze di Cannabis.

-Cosa sono i vaporizzatori ?

Il vaporizzatore non è nient'altro che un dispositivo usato per vaporizzare o nebulizzare i principi attivi di un materiale solido o liquido. I vaporizzatori contengono vari tipi di camere di estrazione e sono generalmente costruiti in vetro o metallo, il vapore generato può essere raccolto in un apposito raccoglitore, o inalato direttamente attraverso una sorta di bocchino. Se usato correttamente, grazie alle temperature minori causate dalla mancanza di combustione per bruciare i composti organici, produce un'estrazione significativamente più efficiente e raffinata delle singole molecole.


-Come funzionano?

Generalmente i vaporizzatori si dividono in tre categorie

Conduzione: le infiorescenze inserite dentro la camera di riscaldamento subiscono una scottatura per via di una caldaia alimentata da una batteria.

Convezione: le infiorescenze vengono riscaldate grazie all'uso di aria calda che circola attraverso il materiale.

Ibridi: un mix fra i due metodi precedenti: Le infiorescenze vengono riscaldate attraverso la convezione ma si aiuta anche col passaggio di aria calda dentro la camera di combustione.

La differenza principale sta nel diverso modo in cui questi accessori riscaldano l'erba o gli estratti che vengono inseriti al loro interno.

I vaporizzatori a convezione riscaldano la cannabis in via indiretta attraverso un flusso di aria calda, fino al rilascio del vapore. Quelli a conduzione, invece, sfruttano il calore diretto per vaporizzare il materiale vegetale. Una superficie calda (non una fiamma) entra a contatto con l'erba o l'estratto per creare vapore. Gran parte dei vaporizzatori a convezione sono modelli da tavolo, dotati di due principali sistemi di utilizzo: con palloncino o con tubo. Nel vaporizzatore con sistema a palloncino, bisogna accendere la ventola per spingere l'aria calda attraverso il serbatoio in cui è contenuta la sostanza. Il vapore creato andrà a riempire il palloncino, che deve essere scollegato appena si riempie per poterne aspirare il vapore.

I vaporizzatori a conduzione invece devono essere utilizzati con erba tritata, che va pressata all'interno del serbatoio di riscaldamento. In questi modelli il materiale entra direttamente in contatto con la serpentina di riscaldamento, che raggiunge la temperatura desiderata in pochi secondi, permettendo di aspirare immediatamente il vapore. Si tratta di un processo molto più semplice e rapido rispetto alla vaporizzazione a convezione e anche il costo di questi modelli è molto inferiore a quello dei vaporizzatori a convezione. Alcuni hanno poche impostazioni di temperatura, mentre i modelli più tecnologici offrono dei controlli più precisi e permettono di scegliere la temperatura giusta per estrarre terpeni e cannabinoidi.

Purtroppo però la maggior parte dei vaporizzatori a conduzione non riscalda l'erba essiccata in modo uniforme. Il materiale vegetale più vicino alla serpentina si riscalda prima, rilasciando immediatamente le molecole attive, mentre l'erba più lontana dal calore resta quasi intatta. Per evitare sprechi, è importante aprire il serbatoio diverse volte nel corso della sessione e per mescolare l'erba all'interno. Di solito il vaporizzatore a conduzione è piccolo e portatile. Alcuni modelli devono essere collegati ad una presa elettrica, ma quasi tutti sono alimentati da batterie ricaricabili.


-Quali sono i vantaggi della vaporizzazione?

La vaporizzazione è di certo la strada migliore per assumere marijuana, sia per tutelare la salute che per essere sicuri di sfruttare la maggior quantità di principio attivo possibile. Con la vaporizzazione, infatti, è possibile controllare la temperatura a cui si sottopone la cannabis light, con il risultato di salvare buona parte di cannabinoidi e terpeni in essa contenuti. Eliminando tutti i danni causati dalla combustione.


-Sigarette Vs Vaporizzatori

La combustione della cannabis è identica – nelle modalità – a quella del tabacco, con cui la sostanza viene spesso mischiata proprio perché possa bruciare meglio. La temperatura consigliata per una assunzione ottimale della cannabis è di circa 170°, ma la combustione sfiora picchi molto più alti. Questo, oltre a generare sostanze cancerogene che vengono assorbite dall'organismo, manda letteralmente in fumo buona parte del THC contenuto nell'erba.

Il THC non ama le temperature superiori ai 157°, e infatti la quantità di principio attivo assunta mediante combustione non è mai superiore al 25%. Bruciando, le molecole della cannabis si scompongono e danno vita ai cosiddetti radicali liberi, che generano tossine molto dannose per l'organismo. Analisi mirate hanno dimostrato che il fumo sprigionato dagli spinelli contiene solo un 10% di cannabinoidi. Mentre la parte rimanente è costituita da prodotti combustibili, tra cui i cosiddetti PAH, gli idrocarburi policiclici aromatici.

La vaporizzazione è di certo la strada migliore, sia per tutelare la nostra salute che per essere sicuri di assumere la maggior quantità di principio attivo possibile. Con la vaporizzazione è possibile controllare la temperatura a cui la cannabis viene sottoposta, con il risultato di salvare buona parte di cannabinoidi e terpeni. Il THC va in ebollizione a circa 157°, con il risultato di riuscire ad assumere circa il 46% della sostanza contenuta nell'erba vaporizzata. Contrariamente al fumo sprigionato dallo spinello, il vapore contiene circa il 90% di cannabinoidi e solo il 10% di altre sostanze, comunque meno dannose di quelle generate dalla combustione ad altissime temperature.



Temperature alle quali evaporano i singoli cannabinoidi

THC – 157°C

Il THC è il cannabinoide più famoso ed il principale responsabile dell'effetto psicoattivo della cannabis. Produce effetti sia euforici che analgesici ed induce una grande sensazione di rilassamento.

CBD – 160/180°C

Il CBD è il cannabinoide più adatto ad un uso terapeutico, grazie alle sue numerose proprietà benefiche.  In parte contrasta gli effetti del THC ed è efficace nel trattamento di disturbi quali ansia e paranoia.

Delta-8-THC – 175/178 °C

Questo cannabinoide è il fratello minore del THC, ma è più stabile e meno psicoattivo ed ha delle eccezionali proprietà antiemetiche.

CBN – 185 °C

Il CBN di solito è presente nella cannabis in ridotte quantità, ma i suoi effetti si fanno sentire. Contrasta il THC ed ha un effetto sedativo.


-Come scegliere il vaporizzatore adatto a me?

Sono tante le variabili in gioco da tenere in considerazione: quanti soldi voglio spendere? Voglio un oggetto da casa o portatile? Se portatile con quale tipo di batteria? A conduzione o convenzione? Quale marca scegliere come più affidabile?

Quello dei vaporizzatori è un mondo a parte, con i suoi pezzi forti e i modelli noti a tutti. È un mondo affascinante, ma anche abbastanza costoso. Senza dubbio più costoso di qualunque kit accendino + cartine. Bisogna però dire che assumere cannabis in queste modalità permette di risparmiare sulla quantità di sostanza utilizzata. Dal momento che con la vaporizzazione si riesce ad assumere il 20% in più di principio attivo rispetto a quello sprigionato con la combustione. Con un risparmio significativo (e probabilmente pari al costo di un vaporizzatore) sul lungo periodo.

La prima cosa da fare è capire le proprie esigenze: per cosa utilizzerò il vaporizzatore? Non tutti i vaporizzatori sono adatti all'utilizzo di tutte le sostanze, ognuno ha le proprie specifiche ed i propri accessori. Dopo avere chiarito questo passaggio fondamentale, occorre fare una visita ai vari siti online che producono o vendono questi dispositivi, per capire caratteristiche tecniche, prezzo e convenienza. E il gioco è fatto.